Filosofia

"Euthalia" è il nome che lo chef Galliano ha scelto per il suo ristorante.

Una parola greca che significa "fiore che sboccia" ed indica, semplicemente, quello che lo chef desidera ottenere da se stesso e dalla sua cucina. Una cucina legata alla Natura da cui trae ispirazione continua…

Attraverso i suoi piatti, lo chef Galliano vuole far immergere i suoi ospiti nelle sue montagne con profumi, sapori, a volte anche dimenticati. I prodotti locali del lago e delle valli; trasmettere con le sue proposte gastronomiche le sensazioni e le emozioni con cui lui è cresciuto e che fanno parte del suo essere.

"La cucina che propongo è estremamente territoriale, affonda le radici nell'ambiente montano in cui sono nato e vivo tuttora, andando ad attingere da tutto quello che la natura può offrirmi.

Quindi, in base alle stagioni ed alla reperibilità, prediligo l'uso dei pesci di fiume, delle nostre erbe spontanee montane, dalle più comuni fino a quelle meno note come l'edera terrestre e variegata, la ruta, la foglia di camomilla, l'eucalipto, l'assenzio, l'issopo; l'uso dei muschi e dei licheni, dei funghi, del legno e della terra stessa; dei nostri prodotti d'alpeggio come il latte, i formaggi, le patate di montagna, le radici e tanto altro in stretta collaborazione con molti produttori locali."

La cucina dello chef Gian Michele Galliano è una "passeggiata in montagna"… 

Philosophy

"Euthalia" è il nome che lo chef Galliano ha scelto per il suo ristorante.

Una parola greca che significa "fiore che sboccia" ed indica, semplicemente, quello che lo chef desidera ottenere da se stesso e dalla sua cucina. Una cucina legata alla Natura da cui trae ispirazione continua…

Attraverso i suoi piatti, lo chef Galliano vuole far immergere i suoi ospiti nelle sue montagne con profumi, sapori, a volte anche dimenticati. I prodotti locali del lago e delle valli; trasmettere con le sue proposte gastronomiche le sensazioni e le emozioni con cui lui è cresciuto e che fanno parte del suo essere.

"La cucina che propongo è estremamente territoriale, affonda le radici nell'ambiente montano in cui sono nato e vivo tuttora, andando ad attingere da tutto quello che la natura può offrirmi.

Quindi, in base alle stagioni ed alla reperibilità, prediligo l'uso dei pesci di fiume, delle nostre erbe spontanee montane, dalle più comuni fino a quelle meno note come l'edera terrestre e variegata, la ruta, la foglia di camomilla, l'eucalipto, l'assenzio, l'issopo; l'uso dei muschi e dei licheni, dei funghi, del legno e della terra stessa; dei nostri prodotti d'alpeggio come il latte, i formaggi, le patate di montagna, le radici e tanto altro in stretta collaborazione con molti produttori locali."

La cucina dello chef Gian Michele Galliano è una "passeggiata in montagna"… 

Chef

"La passione per la cucina è qualcosa di indescrivibile. La mia nasce in tenera età, andando in alcuni ristoranti e grandi maison francesi, ma viene sopita con il passare di anni dediti allo studio in altri settori. Riappare come un faro quando, ormai laureato, sento che la strada intrapresa non è quella che mi rende felice e soddisfatto e così decido di seguirla."

Lo chef Gian Michele ha iniziato la sua carriera presso il ristorante "Al Rododendro" di San Giacomo di Boves sotto la Chef Mary Barale. A seguire vari stage in ristoranti liguri e piemontesi e alcuni corsi di pasticceria presso la CAST Alimenti di Brescia sotto i maestri Biasetto, Tonti, Magni, Bau…

Dopo alcuni anni lo chef apre il suo primo ristorante, il "Valentine", nel paese montano dove è nato, San Giacomo di Roburent. Inizia così il suo percorso.

Entra in contatto con altri bravissimi e talentuosi chef, come Bruno Barbieri, Walter Einard, Valeria Piccini, Luca Montersino, Alfonso Caputo, Gaetano Trovato e Emmanuel Renaut a cui deve molto di ciò che sa.

Dopo alcuni anni per motivi personali, lo chef Galliano chiude il suo Valentine e si ferma per tre anni…

Ma il desiderio di tornare in cucina è viscerale, intenso, profondo.  E così decide di aprire un nuovo locale, Euthalia a Vicoforte, Cuneo. 

Qui propone una cucina estremamente territoriale che affonda le radici nell'ambiente montano in cui lo chef è nato e in cui vive. Una cucina che attinge da tutto quello che la natura può offrire: dai pesci di fiume ai prodotti d'alpeggio, dalle erbe spontanee montane a muschi, funghi e licheni. 

Una proposta gastronomica che valorizza le eccellenze locali e i piccoli produttori della zona.

Gian Michele Galliano

Chef

"La passione per la cucina è qualcosa di indescrivibile. La mia nasce in tenera età, andando in alcuni ristoranti e grandi maison francesi, ma viene sopita con il passare di anni dediti allo studio in altri settori. Riappare come un faro quando, ormai laureato, sento che la strada intrapresa non è quella che mi rende felice e soddisfatto e così decido di seguirla."

Lo chef Gian Michele ha iniziato la sua carriera presso il ristorante "Al Rododendro" di San Giacomo di Boves sotto la Chef Mary Barale. A seguire vari stage in ristoranti liguri e piemontesi e alcuni corsi di pasticceria presso la CAST Alimenti di Brescia sotto i maestri Biasetto, Tonti, Magni, Bau…

Dopo alcuni anni lo chef apre il suo primo ristorante, il "Valentine", nel paese montano dove è nato, San Giacomo di Roburent. Inizia così il suo percorso.

Entra in contatto con altri bravissimi e talentuosi chef, come Bruno Barbieri, Walter Einard, Valeria Piccini, Luca Montersino, Alfonso Caputo, Gaetano Trovato e Emmanuel Renaut a cui deve molto di ciò che sa.

Dopo alcuni anni per motivi personali, lo chef Galliano chiude il suo Valentine e si ferma per tre anni…

Ma il desiderio di tornare in cucina è viscerale, intenso, profondo.  E così decide di aprire un nuovo locale, Euthalia a Vicoforte, Cuneo. 

Qui propone una cucina estremamente territoriale che affonda le radici nell'ambiente montano in cui lo chef è nato e in cui vive. Una cucina che attinge da tutto quello che la natura può offrire: dai pesci di fiume ai prodotti d'alpeggio, dalle erbe spontanee montane a muschi, funghi e licheni. 

Una proposta gastronomica che valorizza le eccellenze locali e i piccoli produttori della zona.

Gian Michele Galliano

Arte della Tavola

La tavola è un'arte. La mise en place è una vera e propria arte; è attenzione al commensale e alla sua esperienza al ristorante. È cura del servizio clienti di sala.

Dettagli e Unicità per raccontare la cucina del nostro chef Gian Michele Galliano anche attraverso la mise en place.

Lo chef ha disegnato personalmente alcuni arredi del Ristorante come i tavoli in castagno massello (legno maggiormente presente nei boschi del Cuneese) trattato a cera nel suo colore naturale e presentato senza tovaglia. Tovaglioli in misto lino con ricamato il logo del ristorante, accompagnano piatti realizzati con pietra e marmo nero dell'Ormea. Abili scalpellini locali hanno inciso piatti unici, rustici dalle forme insolite.

Protagonista a tavola anche il legno di castagno, radici ed altri elementi decorativi sempre naturali che artigiani locali hanno sapientemente lavorato per creare piatti, ciotole, cestini ed oggetti per il servizio. Un'antica tradizione locale tramandata da generazione in generazione.

Inoltre lo chef, accanto a pezzi unici di sua inventiva, ha inserito piatti studiati e disegnati da artisti della ceramica moderna quali il belga Pieter Stockmans, l'olandese Roos Van De Velde, la francese Sylvie Coquet e l'artigiano ceramista Pergay di Limoge.

Una tavola che racconta una filosofia di cucina ispirata alla montagna e alla natura...per una vera passeggiata nel bosco.

Arte della Tavola

La tavola è un'arte. La mise en place è una vera e propria arte; è attenzione al commensale e alla sua esperienza al ristorante. È cura del servizio clienti di sala.

Dettagli e Unicità per raccontare la cucina del nostro chef Gian Michele Galliano anche attraverso la mise en place.

Lo chef ha disegnato personalmente alcuni arredi del Ristorante come i tavoli in castagno massello (legno maggiormente presente nei boschi del Cuneese) trattato a cera nel suo colore naturale e presentato senza tovaglia. Tovaglioli in misto lino con ricamato il logo del ristorante, accompagnano piatti realizzati con pietra e marmo nero dell'Ormea. Abili scalpellini locali hanno inciso piatti unici, rustici dalle forme insolite.

Protagonista a tavola anche il legno di castagno, radici ed altri elementi decorativi sempre naturali che artigiani locali hanno sapientemente lavorato per creare piatti, ciotole, cestini ed oggetti per il servizio. Un'antica tradizione locale tramandata da generazione in generazione.

Inoltre lo chef, accanto a pezzi unici di sua inventiva, ha inserito piatti studiati e disegnati da artisti della ceramica moderna quali il belga Pieter Stockmans, l'olandese Roos Van De Velde, la francese Sylvie Coquet e l'artigiano ceramista Pergay di Limoge.

Una tavola che racconta una filosofia di cucina ispirata alla montagna e alla natura...per una vera passeggiata nel bosco.

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